Ardeidi

Tarabuso

Botaurus stellaris

Praticare il birdwatching a Milano offre l’incredibile opportunità di documentare la fauna selvatica più elusiva, dimostrando come la fotografia naturalistica urbana possa catturare istanti di rara bellezza. È il caso del Tarabuso, un ardeide straordinariamente criptico che ha scelto le sponde e i laghetti della città come proprio rifugio invernale. Questo diario, in costante aggiornamento, frutto di un monitoraggio appassionato, raccoglie osservazioni dirette e scatti dettagliati che ne documentano l’incredibile mimetismo, le tecniche di caccia e persino insoliti comportamenti acquatici. Una cronaca naturalistica a tappe che ripercorre la storia dei miei avvistamenti al Parco delle Cave: un cammino iniziato nel novembre 2024 con un fugace incontro ravvisato mentre cercavo il porciglione, e proseguito nel tempo fino a documentare eccezionali interazioni territoriali e spettacolari camminate interamente allo scoperto. Tutte le immagini sono a cura di Bruno Ferrari.

Diario degli avvistamenti

Parco delle cave, Milano 12 gennaio 2026

Tarabuso in posizione orizzontale mentre cammina sulla superficie ghiacciata di un laghetto al Parco delle Cave a Milano, con un fitto canneto secco sullo sfondo.
Un avvistamento straordinario nel cuore dell’inverno milanese: un tarabuso cammina con cautela sulla superficie ghiacciata.

Il Tarabuso è un uccello appartenente alla famiglia degli Ardeidi. Si distingue per il suo piumaggio screziato dal colore bruno barrato e per la caratteristica postura con il becco allungato verso l’alto.
Nidifica nei canneti lungo le sponde dei fiumi e degli stagni. È molto elusivo ed estremamente mimetico, tanto da apparire assolutamente invisibile anche a poca distanza, si confonde totalmente fra le canne.
Il Tarabuso si alimenta principalmente di pesci e anfibi, in aree con adeguata copertura vegetale, ma sfrutta regolarmente gli invertebrati acquatici e occasionalmente piccoli mammiferi e uccelli.

Piuttosto raro in Italia, il Tarabuso può essere definito, senza esagerare, il signore delle zone umide, ambienti che predilige e nei quali si riproduce. Le aree d’Italia che ospitano le popolazioni più importanti di Tarabuso sono incluse nelle regioni centro-settentrionali.
A differenza di quanto accade con altre specie, la popolazione di Tarabuso d’inverno aumenta: al contingente nidificante, infatti, si aggiunge un numero consistente di individui (specialmente gruppi provenienti dall’Europa centro settentrionale) che scelgono il nostro Paese per trascorrere i mesi invernali.

Ascolta il verso del Tarabuso
Tarabuso ripreso di profilo in pieno volo mentre si alza sopra un canneto al Parco delle Cave, con le grandi ali spiegate e striate in evidenza.
Il tarabuso in ascesa sopra la vegetazione. Il volo radente rivela la notevole apertura alare e la fitta trama di striature scure sulle penne, un adattamento perfetto per confondersi tra le canne secche non appena l’uccello decide di posarsi.

Parco delle cave, Milano 6 gennaio 2026

Tarabuso posato di profilo su tronchi e rami secchi affioranti dall'acqua ghiacciata al Parco delle Cave, vicino a un fitto canneto.
Un tarabuso si sposta con estrema eleganza sui rami emersi, muovendosi di passaggio verso la protezione del canneto. Questa postura intermedia permette di ammirare lo straordinario disegno geometrico del dorso, che imita alla perfezione le ombre e le sfumature della vegetazione palustre in pieno inverno.
Tarabuso seminascosto in posizione verticale tra le canne secche illuminate dal sole radente al Parco delle Cave.
Le ultime luci del giorno illuminano il canneto, evidenziando il mimetismo criptico del tarabuso. Quando si sente osservato o riposa, questo ardeide assume la tipica postura allungata verso l’alto: le striature verticali del collo si fondono così perfettamente con le canne secche e le ombre circostanti, rendendolo quasi invisibile.

Parco delle cave, Milano 29 dicembre 2025

Tarabuso con ali spiegate e becco spalancato in postura difensiva mentre affronta un airone cenerino sul bordo del canneto ghiacciato al Parco delle Cave.
Un documento fotografico di eccezionale valore naturalistico: un tarabuso difende il proprio territorio di caccia da un airone cenerino. Per intimidire il rivale, il tarabuso gonfia il piumaggio, spalanca il becco ed estende le grandi ali, abbandonando la sua natura elusiva per mostrare tutta la sua aggressività.
Tarabuso con becco spalancato che attacca dall'alto un airone cenerino mentre quest'ultimo sbatte le ali finendo parzialmente in acqua sul bordo del ghiaccio al Parco delle Cave.
Tutt’altro che intimidito, l’airone cenerino rompe lo strato di ghiaccio con una vigorosa beccata per catturare una preda. Il tarabuso, visibilmente contrariato per l’intrusione nel suo territorio di caccia invernale, spalanca il becco e allarga le ali nel disperato tentativo di rivendicare il bottino.

Parco delle cave, Milano 26 dicembre 2025

Tarabuso posato di profilo sulla vegetazione secca al bordo del canneto, con il corpo nitidamente riflesso sullo specchio d'acqua del Parco delle Cave.
Posato immobile sulla vegetazione ripariale secca, questo elusivo ardeide si specchia nell’acqua calma, offrendo all’osservatore la possibilità di ammirare le finissime venature scure del suo piumaggio altamente mimetico.

Parco delle cave, Milano 18 dicembre 2025

Tarabuso di profilo con le grandi ali spiegate mentre allunga una zampa sollevando spruzzi d'acqua sul bordo del canneto al Parco delle Cave.
Un momento di dinamismo: il tarabuso allunga il passo sul pelo dell’acqua, sollevando piccoli spruzzi. L’azione costringe questo grande ardeide ad aprire parzialmente le ali per mantenere l’equilibrio, rivelando la spettacolare e complessa trama geometrica grigio-nera delle penne remiganti, solitamente celata alla vista quando l’animale è fermo nel fitto del canneto.

Tarabuso di profilo mentre cammina proteso in avanti entrando nel canneto spoglio del Parco delle Cave, con le ampie ali spiegate e specchiato nell'acqua scura.
Un istante dopo, il tarabuso completa il suo movimento arcuato sul pelo dell’acqua ed entra nel fitto del canneto. Mantenendo le ampie ali aperte per bilanciare il peso sul terreno fangoso e instabile, questo ardeide si protende in avanti, pronto a mimetizzarsi istantaneamente tra la fitta trama delle canne secche invernali.

Parco delle cave, Milano 15 dicembre 2025

Tarabuso posato immobile di profilo sulla sponda opposta al canneto, riparato tra la vegetazione secca al Parco delle Cave.
Un tranquillo momento di riposo. Questo esemplare ha scelto di sostare sulla sponda opposta al classico canneto, trovando un riparo sicuro e discreto tra la vegetazione ripariale, dove può fermarsi indisturbato rimanendo protetto dagli sguardi indiscreti.
Tarabuso proteso in avanti di profilo mentre muove alcuni passi fuori dal canneto, nitidamente specchiato sull'acqua limpida al Parco delle Cave.
Baciato dalla luce calda del sole invernale. Questo lento e guardingo avanzamento sul pelo dell’acqua offre una magnifica inquadratura della sua postura orizzontale di perlustrazione e crea un nitido riflesso dorato sulla superficie liquida.

Tarabuso specchiato nell'acqua mentre dà una vigorosa scrollata alle ali spiegate, con il corpo piegato di profilo sul bordo del canneto al Parco delle Cave.
Il tarabuso si concede una vigorosa scrollata alle ali. Questa energica azione, fondamentale per riassestare le penne e liberarsi dall’umidità invernale, svela lo splendido disegno geometrico del sotto-ala.

Parco delle cave, Milano 13 dicembre 2025

Tarabuso proteso verso il basso in posizione di agguato sul bordo dell'acqua al Parco delle Cave, con le ali parzialmente sollevate sul dorso.
Colto in un momento di massima concentrazione. Con il corpo proteso in avanti, il lungo becco puntato verso il basso e le ali leggermente sollevate sul dorso per caricare lo scatto, questo ardeide si muove millimetro dopo millimetro lungo la sponda, pronto a colpire fulmineamente un pesce o un piccolo anfibio.

Tarabuso di profilo con il collo gonfio e il becco leggermente dischiuso rivolto in avanti, nitidamente specchiato sul pelo dell'acqua scura al Parco delle Cave.
Un’inquadratura ravvicinata e suggestiva che coglie il tarabuso durante l’emissione di un sommesso richiamo o vocalizzo.

Parco delle cave, Milano 8 dicembre 2025

Tarabuso mimetizzato di profilo tra le canne secche del Parco delle Cave, con le piume sulla nuca e sul capo completamente sollevate ed erette.
Un’insolita “versione punk”. Perfettamente inserito nel fitto groviglio del canneto invernale, questo esemplare mostra la cresta di piume scure sulla nuca completamente sollevata, un comportamento che può indicare uno stato di allerta, eccitazione o un semplice momento di pulizia del piumaggio.

Tarabuso seminascosto di profilo tra le canne secche al Parco delle Cave, mentre allarga un'ala mostrando il piumaggio striato e protende il collo verso l'alto.
Un breve ed energico movimento nel cuore della vegetazione: il tarabuso allarga le ali per farsi spazio e bilanciarsi mentre si sposta tra i fitti rami e le canne secche. Questo dinamico scatto mette in mostra la complessa texture geometrica delle penne remiganti, che si fonde in modo straordinario con i giochi di luce e ombra del canneto invernale.

Tarabuso orientato quasi frontalmente mentre si affaccia da un'apertura naturale tra le canne secche e la vegetazione palustre al Parco delle Cave.
Un’inquadratura suggestiva che mostra il tarabuso quasi “alla finestra” nel canneto. Sfruttando un piccolo varco naturale tra la fitta vegetazione secca, questo timido ardeide si affaccia con estrema prudenza per controllare lo specchio d’acqua antistante, regalandomi una rara visuale frontale del piumaggio finemente striato del petto.

Parco delle cave, Milano 28 novembre 2025

Tarabuso ripreso di profilo in pieno volo mentre si lancia in avanti uscendo dal canneto spoglio del Parco delle Cave, con le ampie ali striate spiegate.
Un scatto dinamico che coglie il tarabuso nell’istante dell’uscita dal canneto. Spiegando le ampie ali, si lancia in un volo radente, evidenziando la forza e l’agilità che possiede nonostante la sua natura solitamente statica ed elusiva.
Tarabuso che nuota nell'acqua calma di spalle lungo il bordo del canneto spoglio del Parco delle Cave, con il corpo parzialmente immerso.
Un comportamento decisamente insolito e affascinante: il tarabuso effettua un rientro al canneto nuotando in acqua aperta.

Parco delle cave, Milano 14 novembre 2025

Tarabuso in posizione verticale immobile mentre si nasconde tra i rami e le foglie ingiallite autunnali sulla sponda del Parco delle Cave.
Un saggio magistrale di mimetismo: il tarabuso adotta la sua celebre postura di sicurezza. Allungando il collo verso l’alto e rimanendo perfettamente immobile, la sua livrea variegata si fonde in modo strabiliante con le foglie ingiallite, i rami contorti e i fusti delle canne, rendendo l’animale quasi indistinguibile dall’ambiente circostante.
Tarabuso proteso in avanti di profilo mentre cammina sulla sponda fangosa un attimo prima d'inoltrarsi nel canneto al Parco delle Cave.
Una conferma emozionante: anche quest’anno il tarabuso è tornato a svernare nei laghetti del Parco delle Cave.

Leggi la pagina del ritorno del tarabuso al Parco delle cave

Parco delle cave, Milano 22 novembre 2024

Tarabuso proteso in avanti di profilo mentre cammina nell'acqua bassa lungo una sponda coperta di rami secchi aggrovigliati al Parco delle Cave, nitidamente riflesso.
Inizia qui una sequenza di otto fotografie concentrate in un unico, memorabile giorno d’avvistamento. In questo primo scatto, il tarabuso si muove con estrema circospezione nell’acqua bassa, camminando parallelo a una sponda fitta di rami intrecciati che creano un contrasto perfetto con le increspature dorate della superficie.
Tarabuso seminascosto tra le canne fitte mentre stringe un piccolo pesce nel becco, sul bordo dell'acqua al Parco delle Cave.
Questo scatto ravvicinato documenta la straordinaria efficacia della sua tecnica di caccia: immobile tra i fusti verticali delle canne, l’ardeide ha sferrato un colpo fulmineo catturando un piccolo pesciolino che ora stringe saldamente nel becco.
Tarabuso seminascosto di profilo mentre muove i primi passi uscendo dal fitto canneto secco al Parco delle Cave, guardando verso sinistra sul pelo dell'acqua.
Subito dopo la caccia, inizia una straordinaria sequenza di cinque scatti che documenta una camminata interamente allo scoperto. Il tarabuso si affaccia guardingo dal bordo del canneto. Con il corpo ancora protetto dalla fitta vegetazione palustre e lo sguardo concentrato in avanti, l’ardeide pianifica il suo percorso un attimo prima di avventurarsi allo scoperto sui tronchi affioranti.

Tarabuso proteso di profilo mentre inizia a camminare nell'acqua bassa uscendo dal canneto secco al Parco delle Cave, parzialmente illuminato dal sole.
In questa seconda inquadratura, il tarabuso abbandona la fitta protezione delle canne secche e si protende in avanti sul pelo dell’acqua, muovendosi con la tipica andatura lenta, felina e misurata degli ardeidi in perlustrazione.
Tarabuso proteso in posizione orizzontale mentre cammina sopra rami e tronchi secchi affioranti dall'acqua al Parco delle Cave, sotto una luce radente.
La camminata allo scoperto prosegue e si fa più complessa: il tarabuso avanza superando un intrico di rami e tronchi abbattuti sulla sponda. Questa inquadratura mette in risalto la sua postura quasi perfettamente orizzontale e il collo raccolto, una linea aerodinamica che gli permette di muoversi agilmente tra gli ostacoli senza perdere d’occhio l’ambiente circostante.
Tarabuso proteso in avanti di profilo mentre allunga una zampa gialla sopra un intrico di rami e grossi tronchi secchi affioranti al Parco delle Cave.
Il quarto scatto della sequenza evidenzia la straordinaria agilità anatomica del tarabuso. Con il corpo teso e inclinato in avanti, l’uccello allunga la zampa sinistra per fare un grande passo sopra i tronchi affioranti. In questa posa risaltano le lunghissime dita gialle, una caratteristica anatomica fondamentale per distribuire il peso e mantenere l’equilibrio sulle superfici più instabili.
Tarabuso di profilo posato nell'acqua bassa mentre solleva una zampa sul bordo di un fitto canneto e di arbusti secchi al Parco delle Cave.
La sequenza della camminata allo scoperto si conclude con il guardingo rientro del tarabuso verso la sua fortezza naturale. Giunto sul bordo del fitto canneto, l’uccello solleva un’ultima volta la zampa prima di immergersi nuovamente tra i fusti verticali.
Tarabuso mimetizzato in posizione orizzontale mentre cammina furtivo tra i fusti verticali di un fitto canneto secco al Parco delle Cave.
Il tassello fondamentale del mio diario: il primo avvistamento documentato di tarabuso. In questo scatto iniziale si apprezza la quintessenza della specie: l’uccello avanza teso e schiacciato tra le canne secche, mostrando una livrea che imita alla perfezione le linee, i colori e le ombre verticali della vegetazione ripariale palustre.

Primo avvistamento – Parco delle cave, Milano 17 novembre 2024

Mentre scruto con il binocolo i movimenti del Porciglione all’interno del canneto, nell’attesa di una sua breve uscita, abbasso il binocolo e nell’angolo sulla sinistra noto un movimento tra le canne ed ecco che si affaccia il Tarabuso; per lo stupore non faccio neanche in tempo ad alzare la macchina fotografica che è già rientrato nel canneto.